L’olio di palma è senza dubbio l’ingrediente ad uso alimentare, cosmetico ed energetico (bio diesel) che sta facendo più discutere nutrizionisti, ambientalisti, medici e tutti i principali marchi dell’industria alimentare dove regna sovrano.

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L’olio di palma e la deforestazione

Uno dei principali argomenti legati all’olio di palma è il problema della deforestazione del sud-est asiatico e della conseguente perdita di interi ecosistemi. In solo 12 anni l’Indonesia ha perso 6 milioni di ettari di foresta tropicale (all’incirca la superficie dell’Irlanda) per far spazio a coltivazioni di olio di palma.

“Ogni ora viene distrutta una superficie di foresta pluviale pari a 300 campi da calcio per lasciare spazio alle piantagioni di olio di palma.”

World Wide Fund for Nature

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Che cos’è l’olio di palma?

L’olio di palma è un prodotto ricavato dai frutti rossi della palma da olio. È costituito principalmente da trigliceridi con alte concentrazioni di acidi grassi saturi e in minor parte da sostanze benefiche quali vitamina E, beta-carotene e co-enzima Q10 che però risultano assenti nell’olio di palma una volta raffinato.

Perché viene usato olio di palma dall’industria alimentare?

Il boom dell’olio di palma è iniziato quando il ministero della salute statunitense (FDA) ha evidenziato la pericolosità per la salute degli acidi grassi trans, meglio conosciuti come acidi grassi idrogenati. Da lì, la conversione all’olio di palma è stata rapida anche per altri motivi.

L’olio di palma infatti costa poco, si mantiene più a lungo, non altera il sapore del cibo ed è molto duttile ovvero può dare sia morbidezza sia croccantezza a dipendenza di come lo si usa.

K-notes • L’Italia è il principale importatore di olio di palma con un totale di 1.6 milioni di tonnellate solo nel 2015. • Il 50% dei prodotti alimentari industriali contengono olio di palma. • Si stima che la richiesta di olio di palma raddoppierà per il 2030 e triplicherà nel 2050

Olio di palma sostenibile: verità o menzogna?

Alcune aziende utilizzatrici di olio di palma come Ferrero, Nestlé, Unilever, Tesco e Cargil, sotto la forte pressione dei consumatori hanno cercato di “ripulire” la pessima fama di questo prodotto dando vita alla tavola rotonda per l’olio di palma sostenibile.

Greenpeace ha fatto un inchiesta sull’olio di palma sostenibile che si è conclusa con la pubblicazione di un report chiamato “Cooking the climate” (cucinando il clima). Niente è cambiato sia in termini di prodotto sia in termini di impatto ambientale.

L’olio di palma è pericoloso per la salute?

L’istituto superiore di sanità, su richiesta del Ministero della Salute, ha stimato che gli acidi grassi saturi non devono superare il 10% delle calorie totali giornaliere.

Va considerato che carne, latticini e uova contengono già acidi grassi saturi e se a questo tipo di dieta si aggiungono alimenti industriali contenenti olio di palma, è facile superare la soglia massima ed incorrere in danni alla nostra salute.

I più esposti ai pericoli dell’olio di palma sono soprattutto i bambini che superano in media la soglia massima di quasi 2 volte.

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Quali sono gli effetti dell’olio di palma sull’organismo?

L’assorbimento di acidi grassi saturi di cui l’olio di palma è costituito, porta ad un eccesso di grassi sul fegato e nel sangue (colesterolo e trigliceridi) già in età scolare.

La conseguenza dell’innalzamento di questi valori porta ad un aumento dei fattori di rischio cardiovascolare e la stessa OMS (organizzazione mondiale della sanità) mette l’olio di palma fra quelle sostanze in grado di aumentare i rischi di coronaropatie proprio per via del tipo di composizione chimica.

Ma il vero punto critico è la quantità che assorbiamo ogni giorno perchè l’olio di palma è presente nel 50% dei prodotti alimentarie industriali, quindi senza saperlo ne ingeriamo quantitativi elevati che vanno a sommarsi ad altri alimenti di origine animale che, ad eccezione dei vegani e in minor parte dai vegetariani, si assorbono quotidianamente.

Per riassumere, queste sono le possibili conseguenze di un assunzione eccessiva di acidi grassi saturi di cui l’olio di palma è il protagonista indiscusso:

  • formazione di placche arteriosclerotiche
  • iper-produzione di colesterolo
  • aumento fattori di rischio di malattie cardiovascolari e coronaropatie
  • obesità (anche infantile)
  • meccanismi di sazietà alterati

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Come evitare di assumere olio di palma?

È bene abituarsi a leggere le etichette. Un piccolo investimento di tempo da fare la prima volta e poi, una volta identificati i prodotti senza olio di palma, si fa la spesa velocemente senza dover ricontrollare.

È più semplice trovare prodotti senza olio di palma nei negozi di cibo biologico poiché spesso (ma non è una garanzia) è più facile trovare produttori attenti che hanno a che fare con una clientela più critica ed esigente.

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Ma per i consigli migliori ci affidiamo alle parole dal giornalista Michael Pollan che da anni si occupa di cibo e agricoltura e che ha scritto un libro dal titolo “Breviario di resistenza alimentare – 64 regole per mangiare bene” da cui ve ne riportiamo alcune:

  1. Non mangiate niente che la vostra bisnonna non riconoscerebbe come cibo;
  2. Evitate prodotti alimentari con più di 5 ingredienti;
  3. Evitate cibi con ingredienti che un bambino di terza elementare non riuscirebbe a pronunciare;
  4. Evitate qualunque cibo pubblicizzato in tv;
  5. Mangiate solo ciò che può andare a male;
  6. Cucinate;
  7. Ogni tanto, trasgredite alle regole;

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