La ricchezza globale continua ad aumentare, anche se a ritmi più ridotti rispetto agli ultimi 10 anni.

Secondo il rapporto sulla ricchezza globale 2016 [http://bit.ly/2jXw4H1], redatto da Credit Suisse, negli ultimi 12 mesi la ricchezza del pianeta ha raggiunto i 256.000 miliardi di dollari, con un aumento del 1,4 percento.


 

La ricchezza del pianeta è in crescita, o almeno in equilibrio rispetto all’aumento della popolazione, eppure la nostra esperienza quotidiana sembra confermare il contrario. Questo perché la crescita è ormai sempre più diseguale.

Ce l’ha ricordato il rapporto di Oxfam [http://bit.ly/2jOcybW], la confederazione internazionale delle Ong, all’inizio del Forum Economico Mondiale a Davos. Otto persone da sole possiedono tanta ricchezza quanto la metà più povera del pianeta. Questi uomini sono ricchi quanto 3,6 miliardi di persone.

8 uomini più ricchi

Queste persone e loro aziende sono in grado di far fluire nelle loro casse soldi da tutto il mondo e con semplici sistemi a scatola cinese riescono a pagare meno tasse di noi. L’economia fortemente globalizzata sembra favorire l’accumulo di ricchezza in una minoranza sempre più ristretta.


 

Cosa sono le monete locali e come nascono?

Negli ultimi anni proprio per tentare di arginare questa deriva sono nate molte monete locali, che hanno come obiettivo quello di relocalizzare l’economia. Le monete locali non vogliono essere un sostituto delle valute correnti, bensì si presentano come valute complementari per sostenere un circuito di credito commerciale per le imprese locali.

La moneta complementare più longeva in circolazione è il Wir, lanciato in Svizzera nel 1934 dopo la Grande Depressione. La crisi del ’29 aveva causato un crollo degli investimenti e il mercato si è trovato in una carenza di liquidità. Per risolvere questo problema alcuni piccoli imprenditori si sono riuniti, avviando un sistema valutario complementare senza interessi.


 

All’inizio il Wir veniva usato da solo 16 imprenditori. Adesso sono più di 60.000 le aziende che utilizzano questo moneta complementare in Svizzera.

La situazione attuale è leggermente differente. I bassi interessi, in alcuni casi sotto zero, dovrebbero essere già uno stimolo sufficiente per spingere la circolazione del denaro. Ma la speculazione devia i fondi verso investimenti finanziari lontani dall’economia locale.

Ci sono monete locali in Italia?

In Italia è stata la Sardegna ad avviare il progetto di moneta locale complementare più di successo. Il Sardex [https://www.sardex.net] è stato lanciato nel 2010 per offrire alle piccole e medie imprese un sistema di pagamento e di credito complementare che favorisse l’economia locale.

sardex-moneta-locale

Un modello riuscito che ha ispirato altre regioni europee. Nel 2015 a Ginevra è nato il Lemano [http://bit.ly/2jUcAmf], la moneta locale dell’arco lemanico, che vuole promuovere le relazioni fra le aziende locali che sorgono attorno al Lago di Ginevra.

Il valore del Lemano è assicurato da dei conti presso la Banca Alternativa Svizzera [https://www.abs.ch/it/], dove per ogni Lemano in circolazione è depositato un euro o un franco svizzero.

banca-alternativa-svizzera


 

Forse le monete locali non sono la soluzione a tutti i problemi economici, ma, dove sono state messe in circolazione a fianco delle valute ufficiali, sembrano aver portato risultati positivi al commercio locale.

Monete come il Lemano e il Sardex hanno valore solo per i membri dei loro circuiti di riferimento, questo impone alle aziende a utilizzare queste valute per fare acquisti da altre aziende associate, evitando che il denaro venga risucchiato nei flussi internazionali.

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