La produzione dell’energia elettrica è sempre stata generata in modo centralizzato lontano dai centri abitati. Le grandi centrali a carbone venivano edificate vicino alle miniere per contenere i costi di trasporto del combustibile e lontano dalle città per limitare in parte i disagi alla popolazione. Anche le centrali idroelettriche venivano costruite lontano dai centri abitati nelle vallate dove c’era grande presenza di acqua.

Questi sistemi di produzione elettrica richiedono grandi investimenti per poter essere realizzati e altrettanti per la costruzione e il mantenimento della rete di distribuzione. Per questo inizialmente era solo lo Stato che poteva permettersi questi investimenti.

 

La successiva liberalizzazione del mercato ha messo fine al controllo statale, ma ha portato allo sviluppo di un oligopolio. La produzione è ancora fortemente centralizzata in una serie di grandi produttori privati che fanno affidamento soprattutto sui combustibili fossili o gli impianti nucleari. Questi produttori di energia possono vantare un forte controllo sulla sicurezza e l’approvvigionamento energetico della popolazione. 

 

 

I rischi ci divengono più chiari, se ricordiamo il grande black-out del 2003 in Italia, quando la penisola è piombata nel buio più assoluto che in alcune zone è durato anche 24 ore. Solo la Sardegna, le isole minori e la città di Ortona sono state escluse da quell’oscuramento totale, grazie ai loro sistemi elettrici decentralizzati che hanno permesso ai generatori di mantenere il flusso di corrente elettrica. 

 

Questi sistemi di produzione decentralizzata permettono di portare la produzione energetica vicino ai consumatori, creando piccole centrali indipendenti su tutto il territorio. Queste piccole unità localizzate sono soprattutto basate sulle fonti rinnovabili. 

 

Impianto realizzato a Basilea da ADEV

 

In Svizzera il modello di generazione distribuita è stato sviluppato già nel 1985 dalla cooperativa ADEV (Gruppo di Lavoro per l’Approvvigionamento Energetico Decentralizzato). Gli impianti di ADEV sono costruiti vicino ai nuclei abitati o addirittura dentro le città. Vecchi mulini vengono riportati in vita come piccole centrali idroelettriche cittadine, mentre gli impianti fotovoltaici vengono costruiti sopra i tetti dei palazzi. 

 

Costruendo le centrali vicino al luogo dove l’energia viene consumata, ADEV riduce la perdita di energia che avviene durante la trasmissione. Questa localizzazione offre un ulteriore risparmio, poiché permette anche di diminuire la grandezza e il numero di linee elettriche necessarie.

 

 

In Italia c’è la Cooperativa Retenergie che dal 2008 realizza impianti collettivi per la produzione di energia da fonti rinnovabili con la partecipazione e gli investimenti dei soci stessi.

 

Nel 2014, insieme ad altri soggetti, danno vita alla Cooperativa ènostra che si occuperà della vendita dell’energia prodotta dagli impianti costruiti. Un modo per creare una filiera virtuosa fatta dai cittadini e per i cittadini.

 

I vantaggi della generazione distribuita sono soprattutto evidenti a livello locale sia da un punto di vista ambientale sia economico. Sono soprattutto le città, le piccole comunità e le società cooperative come ADEV che investono in questi piccoli impianti. La generazione decentralizzata riporta il controllo della produzione elettrica nelle mani dei cittadini.
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